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Lev Nikolaevič Tolstoj:


Biografia:

Lev Nikolaevič Tolstoj è nato a Jasnaja Poljana, di Tula (Russia) il 28-08-1828 e morto a Astapowo il 7-11-1910. È considerato il maggior esponente della letteratura russa e tra le più grandi figure artistiche e morali del mondo moderno.
Nacque da una famiglia di antica nobiltà: la madre, una principessa Volkonskaja, morì quando Tolstoj aveva solo due anni. Anche il padre apparteneva all'antica nobiltà russa: un antenato, il principe Petr Tolstoj, era stato uno stretto collaboratore di Pietro il Grande.
Nel 1844 si iscrisse all'università di Kazan’ nella facoltà di lingue orientali, per poi passare alla facoltà di legge, tuttavia non conseguì la laurea. La vita studentesca di Tolstoj fu un periodo equivoco, traviato e sfrenato, affiancato a compagnie gaie e disinvolte, tra feste e spettacoli, a tratti alternato da intense crisi spirituali, intrise di letture di grandi filosofi e moralisti. Di questa giovinezza ha lasciato testimonianze nel «Diario».
Lev Nikolaevič Tolstoj mostro subito il suo grande talento artistico nel suo primo racconto del 1851-2: «Infanzia» (Detstvo), che uscì nella testata «Sovremennik» firmato dalle iniziali.
Il servizio militare nel Caucaso e la partecipazione alla difesa di Sebastopoli, tra il 1854 e il 1855, ampliarono ulteriormente il suo orizzonte umano dal quale partorì i famosi «Sebastopol’skie rasskazy» (I racconti di Sebastopoli 1855-56) e «Kazaki» (I cosacchi 1863).
Ancora scrisse «Otrocestvo» (Adolescenza 1852-54), «Junost’» (Giovinezza 1855-56), così ben presto i circoli letterari si interessarono a lui.
Nel 1862 Lev Nikolaevič Tolstoj sposò la giovane Sofia Andreevna Bers.
Negli anni tra il 1865 e il 1869 scrisse il famoso romanzo «Vojna i mir» (Guerra e pace).
Negli anni tra il 1873 e il 1878 scrisse il secondo grande e travagliato romanzo «Anna Karenina».
Il 1882 fu la volta di «Ispoved’» (Confessione) e poi «V cem moja vera?» (In che consiste la mia fede) del 1884, «Tak cto ze nam delat’?» (Che cosa dunque dobbiamo fare?) del 1885 e «O zizni» (Sulla vita) del 1887.
Lev Nikolaevič Tolstoj sosteneva la condanna della proprietà privata, predicando la comunanza dei beni.
Condannò l’arte come fine a se stessa in «Cto takoe iskusstvo?» (Che cos’è l’arte? 1897).
La volontà di non inquinare la propria arte trasformandola in professione, di non usarla a scopo di lucro, di non vivere nell'agio, di non avere proprietà, erano idee sgradite dalla moglie di Tolstoj e pertanto furono alla base della rottura familiare.
La sua fu una fuga drammatica, forse già premeditata anni prima, durante la stesura del dramma «Zivoi trup» (Il cadavere vivente 1900), nel quale raffigurava una situazione analoga. Lev Nikolaevič Tolstoj cercò diverse volte di andarsene da casa: non v'era coerenza tra i suoi principi e il suo modo di vivere il quotidiano e ciò gli causava continuo travaglio. Così il 28 ottobre 1910 lo Lev Nikolaevič Tolstoj scappò di nascosto dala moglie Jasnaja Poljana, con l'intenzione di stabilirsi in Crimea, ma il suo viaggio terminò alla stazione ferroviaria di Astapovo, dove trovò la morte nei panni di una polmonite.



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