Brontosauro

di Paolo Orlandini


Il fantasma dell'anima divelta
vaga invano in cerca di quiete.
Proseguire sarà l'unica scelta:
via speme, sonno, fame e sete!

Arrancherà con mani sanguinanti,
mentre gli ululati echeggiano
nelle campagne intrise di pianti,
ove putridi asti levitano.

Tra le macerie fumanti, un rivo,
nero, segna il cuore ancor vivo,
razziato, atro, aspro e crudo:
dei principi di latta si fa scudo.

Tra pensieri densi e bui di fine,
lo spettro in silenzio sbraiterà,
si manterrà lontano dal confine
del trapasso che avanza la sera.

Fin che avrà energia setaccerà
le rovine per sorriso e pace.
Sinchè, sfibrato da questa galera,
chiuderà col gesto che tutto tace.

Paolo Orlandini - 15-08-2011






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