Debito privato

di Paolo Orlandini

C’è chi s’interroga d’ammazzarlo,
chi sogna giocondo d’ingannarlo.
C’è chi s’illude sempre a contarlo,
chi vorrebbe per giunta fermarlo.

Continuiamo a chiederne dilazioni,
è un debito continuamente in rosso.
Investiamo questo tempo, in azioni,
si, azioni d’egoismo, passo a passo.

Costui, a cui diamo tanto interesse,
merita davvero la nostra attenzione?
Vi chiedo: se questi non esistesse?
Se fosse solo una nostra illusione?

Se al polso tu non avessi l’orologio,
potresti mai dire d’essere in ritardo?
Te ne andresti certamente più adagio,
sapendo che il tempo è l’ «io codardo».

Non saresti preoccupato di te stesso,
né vorresti ammazzarti o ingannarti.
Non credere che ora ti sia concesso,
con sconti, la libertà o d’impennarti.

Sei ancora schiavo dentro te stesso,
solo t’è svanita un istante l’illusione.
Pensa un attimo al debito pregresso,
lo devi solo alla tua stessa pressione.

Vuoi pagare il conto all’egoismo?
Allora «ricordati che devi morire»,
e, quando fermerai il tuo eroismo,
allora vedrai tutto di luce schiarire.

C’è chi si nasconde dietro le dita.
e chi si rinchiude nella sua torre.

Paolo Orlandini - 25-07-2005
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