Orfano di un cuore

di Paolo Orlandini

Silente cammino tra i sogni di un ingenuo bambino,
osservando qua e là le impronte beffarde del destino.
Altissimi alberi creano un sottobosco umido dall’aroma pungente,
sul sentiero si posa a tratti la luce di un tiepido sole,
mentre il vento, freddo e deciso,
scotendo le foglie bagne dell’ultima assurdità, gela presto la pelle.
La sorte ha schiacciato quel bocciolo di fiore,
prima ancora che potesse mostrare il suo splendore.
E cammina, rassegnato e triste, cammina, cammina,
senza voltarsi cammina.
Continua a cibarsi di funghi velenosi,
che gonfiano il suo cuore rendendolo, in poco tempo,
una strana mongolfiera, dalla quale si lascia portare.
Voli pericolosi, tra rami antropomorfi.
Veloce sgancia tutta la pesante zavorra di questa incredibile realtà.
Si accorge di quanto sia importante afferrare il proprio cuore
per raggiungere quel cielo terso e pieno di energia.
Tra il volo delle aquile riesce allora a sentirsi sicuro.
Vede bene laggiù il crescere impavido delle spore,
che il vento sparge nell’aria di quel che vorrebbe essere un sogno.
Svegliandosi si stringe solo al proprio cuore e,
coi piedi saldi a terra, cerca di scacciare ogni rancore.
Difficile anche essere compresi, coperti come siamo di pregiudizi.
Ne sono sicuro,
un giorno un buon padre di famiglia istituirà l’orfano di fatto.
Allora una grande mole di fanciulli non dovrà più preoccuparsi
dell’odio che nutre per un …estraneo.

Paolo Orlandini - 200x


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