Tavola rotonda

di Paolo Orlandini


Attorno al grande tavolo, drappato, tondo,
si consuma l’ultima ingiustizia del mondo.
Decine d’abbondanti, scialbe, nuove pietanze,
sono mostrate ai visitatori con colorate danze.

È lo sfoggio di un popolo che cerca riscatto,
che vive un fiorire vertiginoso e perde tatto,
che ha dimenticato in fretta da dove arriva
quest’oro scarlatto che lo porterà in deriva.

È uno spaccato crudele, come oramai visto,
in molte altre nazioni e popoli come questo,
ma mai vissuto con tale dicotomia, imprevista,
porta a pensare a quanto l’uomo viva egoista.

Fiere tecnologie contrapposte all’arretratezza,
lussuose città che crescono sull’immondezza,
la povertà, assoluta, sostiene la falsa ricchezza,
l’umiltà del popolo che posa tutta l’insicurezza.

Penso ai popoli che, nelle immagini impresse,
muoiono di fame, per i quali non c’è interesse.
E l’egoismo gira, come questa tavola rotonda,
e, prima o poi, toccherà anche la loro sponda…

Paolo Orlandini - Shanghai 25-11-2004




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