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Profilo di Paolo Orlandini

L'uomo ragionevole si adatta al mondo; l'irragionevole insiste nel tentar di adattare il mondo a sè. Quindi, ogni progresso dipende dall'uomo irragionevole.
Shaw, Uomo e superuomo.


Tutto nacque dall'impressionismo...

...e dall'espressionismo...

espressionismo
La scuola di tipo tecnico che ho frequentato non è stata certamente d'aiuto per la passione che maturai negli anni subito successivi al diploma. Sebbene la mia mano si mostrasse già sicura sulle tavole del disegno tecnico, sia con la matita sia con l'inchiostro dei rapidi, allora non avrei certo immaginato che oggi avrei usato la matita per attività così piacevoli come il disegno per ritratti. È anche vero che per alcuni anni ho usato il diario scolastico come un album su cui disegnare le più svariate cose, ma le finalità erano sicuramente diverse. Quando pian piano mi appassionai all'impressionismo e all'espressionismo, allora cambiai il modo stesso di impugnare la matita. Completai le concezioni geometriche che la scuola tecnica mi aveva insegnato con una crescente e consapevole forma personale d'espressione del tratto. Fino a che questo tratto di fatto sparì, per lasciare il posto alle sfumature, alle ombre e alle luci e, per finire, al colore, il colore a olio. È stato un percorso molto lento, diluito in qualche lustro, dove mai ho cercato di imporre a me stesso di realizzare qualcosa. Tutto è stato così naturale quanto, me ne accorgo solo oggi, facile. Certamente la passione per la lettura, che ho concentrato sull'arte per diverso del mio tempo libero, ha creato una buona base su cui appoggiare i miei piaceri artistici.


Verbo lapis:

Vai alle gallerie dei disegni a carboncino di Paolo Orlandini
La prima volta che realizzai un ritratto con la matita fu per un ritratto a mio fratello. Purtroppo quel ritratto non è e non sarà mai più disponibile in quanto lo consegnò a scuola come autoritratto. Passarono poi alcuni anni prima che, di nuovo quasi per scherzo, ridisegnai un ritratto, ma da allora non smisi più. Il carboncino prese il posto della matita molto presto, questo perchè il carboncino e la fusaggine offrono una quantità pressochè infinita di sfumature. La cosa che più caratterizza un ritratto, infatti, è il contrasto delle luci e delle ombre. L'assenza di un tratto, qualsiasi esso sia, conferisce al ritratto un sorprendente realismo. È così, osservando la realtà, che ho via via affinato le mie personali tecniche di stesura del carboncino, sino ad arrivare ad utilizzare la polvere stesa con le dita. Il tratto non è reale, distrae l'occhio, che invece amerebbe creare esso stesso i contorni dei visi, senza dover essere costretto a seguire bordi già delineati di quanto assomiglierebbe a un cartone animato. Con tutto rispetto per i fumettisti e i disegnatori di cartoons, che ritengo artisti dotati di estrema sintesi e stile, credo che la ricerca del reale sia di gran lunga più appagante. Preciso subito che la mia inclinazione per i ritratti parte dal presupposto che attraverso la fisionomia e le espressioni si possano trasmettere emozioni molto forti. Per questo non vi risulterà difficile trovare in qualcuno dei miei ritratti a carboncino una forte espressività. Nel corso degli anni ho realizzato anche soggetti diversi, ma alcune delle opere clamorosamente incompiute sono tuttavia nature morte o simili. Segno evidente che non attraggono il mio animo artistico.


La scoperta dei colori:

Vai alla galleria dei dipinti olio su tela di Paolo Orlandini.
È passato poco tempo da quando nel 2004 mi misi a sporcare la prima tela con colori ad olio. Anche questo è stato un ulteriore passo in avanti, ma mi sento ancora insicuro con il pennello. I colori a olio, poi, hanno un grande handicap rispetto al carboncino: hanno bisogno di lunghi, interminabili giorni per l'asciugatura. Così diventa difficile per chi è abituato a disegnare sotto l'impulso creativo. Ci si trova quindi a dover sospendere un quadro per motivi tecnici e questo spesso comporta una difficile ripresa dei lavori. Non a caso i lavori attualmente in corso sono proprio olii su tela che attendono il ritorno dell'impulso creativo.


La scoperta della fotografia come arte:

Vai alle gallerie delle fotografie di Paolo Orlandini.
Per quanto riguarda la fotografia, per me è un puro hobby, che coltivo con una macchina fotografica digitale Kodak 2.0Mpx del 1999. che coltivo con una macchina fotografica reflex Canon EOS-350D (dal 2005). Qualche scatto fortunato in mezzo ai centinaia di scatti è capitato anche a me, ma ho sempre fotografato senza curare troppo le immagini. L'arte della fotografia, quella degli altri, è sempre stata osservata con interesse. Credete che si possa fare un ritratto dal vivo a più riprese senza che alla vostra musa non vengano i crampi? Molto più semplice affidarsi a una bella foto. Per questo devo anche ringraziare i fotografi che hanno scattato le fotografie dalle quali i miei ritratti sono poi cresciuti. Recentemente mi sono dedicato con più assiduità alla fotografia e lo stesso modo di scattare le foto è mutato. Mi accorgo di aver trasferito nella fotografia quanto era di dominio del carboncino e dell'arte figurativa in genere: l'espressività. Inoltre, grazie alla reflex Canon e al 70-300mm Sigma, posso dedicarmi al miniaturismo in modo estremamente veloce e piacevole.



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