"Fare web" è una necessità?

di Paolo Orlandini

Lettera aperta a chi, pur mostrandosi operoso, sfrutta un vuoto legislativo per appropriarsi del lavoro e dei sentimenti altrui.

Visibilmente è nato diversi anni fa, sebbene la sua pubblicazione è stata più tardiva e risale a settembre del 2004. Visibilmente è nato dalla passione per l'arte e la letteratura e per la voglia, che sta concretizzandosi, di dare a tutto ciò una personale visione.
Puntualizzo questo in quanto sono dispiaciuto di constatare, dopo anni di navigazione nei mari del web, che è di moda fotocopiare i siti. Centinaia di siti simili, troppo spesso identici persino nei testi. Non ci sarebbe nulla di male se il contenuto fosse di alto spessore culturale, antologico, o comunque di pubblica utilità.
Purtroppo i webmasters della nuova generazione, quella del piccolo boom all'italiana di internet, si spingono oltre: è preoccupante vedere nel web copie esatte, nemmeno camuffate, di parole che descrivono sentimenti, vissuti, poesie, testi... spacciate come proprie.
È da dire che parecchi webmaster ignorano che, per la legislazione italiana, la dicitura che pongono in calce ai loro siti: "questa pagina è protetta dal copyright by..." ha valore nullo. Non esiste alcuna legge italiana che protegga il copyright così come indicato. La legge italiana contempla, invece, il diritto d'autore. Dico appositamente che lo contempla, perché in realtà non è in grado di difenderlo adeguatamente, per quanto è complesso poter dimostrare in sede giudiziale la paternità di un'opera letteraria o d'ingegno, senza averla prima registrata o senza essersi tutelati in modo da poter dimostrare inconfutabilmente la paternità di un'opera.
Il copyright, fa già ridere solo pensarlo, è una fotocopia presa dai siti americani: negli States, infatti, tale dicitura ha valore legale. Questo la dice lunga sul fatto che il plagio possa arrivare anche a frasi tipicamente senza senso nel contesto italiano.
Allora perchè mettere questa indicazione? Rende fico il sito, lo slang inglese dona una sorta di magia a questa etichetta vuota di significato... e poi... ce l'hanno tutti... quindi serve ...no?
Un webmaster in erba, senza alcun progetto, senza alcuna base, cosa volete che faccia? Del resto anche una copia d'autore può avere il suo fascino se discretamente realizzata... ma poi... lascia il tempo che trova.
La storia dell'umanità è piena di plagi, di brevetti rubati, di lotte sulla paternità di invenzioni e scoperte... figuriamoci quanto ai giorni nostri, nel far west di internet, possa facilmente diventare costume fotocopiare ciò che non è proprio e porre la graziosa e "innocente" firma, magari aggiungendo una bella nota: "questa pagina è protetta dal copyright by...".
È quanto succede.
A nulla serve inserire nelle proprie pagine web sistemi scoraggianti come ad esempio il blocco del tasto destro (che spesso rimanda appunto a un messaggio di "copirighted") oppure l'esclusione del menù dei browser. Questi sistemi, peraltro non conformi alle regole cosiddette W3C dettate per i linguaggi web dall'autorevole World Wide Web Consortium, non fanno altro che peggiorare, attraverso appesantimenti o richieste di applicativi Java, la qualità stessa delle pagine pubblicate. Quest'ultime, ci si dimentica, sono testuali, o almeno dovrebbero esserlo..., e ciò implicitamente consente a qualsiasi utente che le visualizza di poterle fare proprie. Vale a dire che chiunque voglia copiarne il contenuto può tranquillamente farlo.
Allora perchè parlarne? Vi chiedo il contrario: perchè tacerlo? Sta lì, di fronte agli occhi di tutti e come tale diventa oggetto di dialettica. Non voglio qui parlare della difesa del diritto di opere, che indiscutibilmente possono solo portare un vano profitto di facciata, impalpabile sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista storico, ma del gesto stesso, mosso da fili più radicati e subdoli. Quel che è preoccupante è che non si rispetta il prossimo. Sposto quindi il concetto sul piano morale, facendo notare come la "società della rete" da un lato va in cerca di un modello omologato, dall'altro intende farlo proprio, applicandogli un marchio, passandolo o rubandolo di mano...
Il web rispecchia uno dei lati della società, in quanto il web è inteso, erroneamente, come un luogo protetto, dove ci si può facilmente nascondere, camuffare... e magari annegare le proprie paure, le proprie mancanze, le proprie ansie, i proprii insuccessi. Qualcuno cerca nel web ciò che non ha avuto nella vita, qualcun altro ha necessità, psicologicamente parlando, di seguire la moda, di vestirsi dell'abito dal colore del momento... per sentirsi apprezzato, per sentirsi parte del tutto.
Questo non fa altro che creare un ulteriore distacco dalla realtà, senza che si possa affrontare ciò che si intenderebbe difendere con questo gesto:
se stessi.
Diciamo chiaramente che con un minimo di applicazione qualsiasi webmaster può realizzare il suo personalissimo, originale, unico sito. Ognuno di noi infatti ha in sé la firma, non occorre metterla in fondo alla pagina, la si legge tra le righe, nella punteggiatura, nell'accostamento dei colori... Questa mancanza di applicazione mi spaventa, perchè assomiglia molto allo stile del
fast food americano, dove piuttosto che impegnarsi per realizzare qualcosa di veramente buono, per la foga di averlo subito ci si accontenta di un pasto veloce, appena gustato.
E poi? Cosa resta? Niente, non resta nemmeno la soddisfazione di aver affrontato nel proprio intimo i propri limiti, che tutti hanno naturalmente, chi più e chi meno. Non resterà nemmeno la meritata stima dei visitatori che passeranno da questi siti firmando GuestBook con complimentosi riferimenti ai plagi.
È solo una facciata felice di una verità molto triste. I nostri genitori e i nostri nonni ci hanno insegnato a avere tutto e subito, senza fatiche, senza soffrire l'attesa di un sogno sperato, senza permetterci di credere nelle nostre stesse possibilità. Di fatto ci hanno impedito di coltivare grinta, dignità e umiltà. È un male dal quale si può guarire, ma per il quale occorre aprire gli occhi verso se stessi. Non c'è nulla che noi non possiamo fare, basta credere nelle proprie capacità. Mettersi in discussione ogni giorno, nel dubbio del domani e nella certezza che comunque possiamo noi stessi essere migliori, crescendo, guardando la realtà dritta negli occhi e tenendo la mano ai nostri sogni.
Se non avessi in testa e nel cuore un disegno molto più nitido di quanto potete voi oggi vedere di visibilmente, avrei già abbandonato questo malsano mondo. Invece sono qui, proprio perchè voglio contribuire, nel mio piccolo, a un web diverso, che non è detto che sia migliore. Ciò che importa è che m'appartenga, sebbene fruito attraverso un linguaggio universale quale è l'HTML.

Auguro ai webmaster-fotocopia di ritrovare quanto prima se stessi, perchè il web, oltre a non essere una necessità, può aggiungere danno ulteriore...

Paolo Orlandini - 22-01-2006


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