Pittura con colori a olio

Cenni storici

E' lo strumento pittorico maggiormente usato dal 1400 in poi.
La tradizione fa risalire l'invenzione della pittura con colori a olio ai pittori fiamminghi, Jan Van Eyck in testa. Antonello da Messina l'avrebbe portata in Italia attorno al 1450. Tuttavia, sembra che i colori a olio fossero già in uso tra i Romani come strumento di decorazione.
Nonostante questo genere di colori abbiano visto evoluzioni successive, possiamo considerare la pittura a olio come inalterata nelle sue basi. I colori a olio hanno avuto sempre una forte diffusione e grande successo tra gli artisti, grazie all'enorme varietà di effetti possibili, per la vasta gamma di tonalità, per la versatilità dei colori e per le tecniche di stratificazione permesse (velature, grasso su magro, spatolatura...).
Essendo questa tipologia di colori dominante nella pittura classica, sono state inventate tante tecniche di stesura, permettendo così piena libertà espressiva dell'artista nell'epoca e nella corrente artistica d'appartenenza.
I colori a olio producono opere di estrema brillantezza cromatica (a pigmenti asciutti), donando un ammirevole impatto visivo dell'opera. Per questa ragione nelle mostre molta cura è posta nell'illuminazione delle sale e delle opere: la luce non deve essere diretta, nemmeno quando si tratta di luce naturale.

Composizione e utilizzo dei colori a olio:

I colori a olio sono costituiti da pigmenti macinati e mescolati con olio di semi di lino, noce, canapa o papavero. Per ottenere trasparenza sono aggiunti diluenti vegetali, come l'essenza di trementina.
I diluenti sono da usare con cautela in quanto possono portare alla screpolatura del dipinto. Sono disponibili anche essicativi e vernici protettive finali, per garantire una perfetta tenuta dei dipinti nel tempo.
Rispetto alla tempera, la pittura a olio ha tempi di essicazione più lungi, pertanto permette ritocchi post-stesura.
Il colore a olio può essere applicato per mezzo di pennelli oppure di spatole, generalmente su tela. Inizialmente i colori a olio erano applicati su tavole di legno ricavate da pioppo. Il legno permette una fattura più accurata, mentre la tela permette una stesura più sciolta.
I pastelli a olio sono invece una più recente invenzione che combina alcune caratteristiche della pittura a olio e del pastello. Sono disponibili in diversi formati, impugnabili come una matita e sono applicati direttamente oppure diluiti.

Il materiale necessario per iniziare a dipingere a olio:

Per iniziare a sperimentare questa tecnica sono necessari:
• un cavalletto per sostenere la tela o la tavola;
• una tavolozza, preferibilmente di legno verniciato o di materiali non assorbenti;
• essenza di trementina mescolata con olio di lino;
• un contenitore di acqua di Ragia per pulire i pennelli (o speciali saponette contenenti diluenti naturali).
pennelli di varie misure, forme e composizioni (in setola animale: cinghiale, martora, tasso, cammello...);
colori a olio in tubetti;
tela o cartone telato, disponibili in commercio già trattati a base di gesso (imprimitura con polveri di gesso, marmo o mattone, colla, biacca e solventi oleosi).
vernice protettiva disponibile opaca o brillante (per donare più luce ai colori);
resina acrilica (per non attendere troppo tempo per l'essicatura) per la preparazione della tela.

Come utilizzare i colori a olio:

I colori a olio possono essere utilizzati così come spremuti dal tubetto, oppure diluiti. L'olio, una volta esposto all'aria, si trasforma in una pellicola solida e elastica, formando così uno strato protettivo verso il colore.
In sè l'uso dei colori a olio può sembrare difficile, forse proprio per la sua vasta possibilità di creare una personale tecnica di stesura. Tuttavia è proprio questa versatilità che rende ottimi questi colori per la comunicazione artistica, colori molto amati dagli stessi artisti. E' indispensabile che ogni artista, che si approccia a questi genere di colori, compia una serie di esercizi al fine di comprendere la propria propensione ai colori a olio.
E' bene pertanto sperimentare su diverse superfici:
• alcune figure sfumate, come esercizio per velature le sovrapposizioni;
• figure in chiaroscuro, perchè non tutti i colori sono coprenti allo stesso modo;
• superfici animate da segni e pennellate di diverso genere, perchè la direzione e la geometria delle pennellate sono enfatizzate con l'uso dei colori a olio;
superfici spesse e rugose ottenute attraverso la spatola, perchè la rugosità e la tridimensionalità del colore offrono ampie potenzialità per dare vita al dipinto.
A meno che non si voglia eseguire «alla prima», l'opera sarà il risultato di una stratificazione dei colori a olio.
Il primo strato è detto «abbozzo» o «preparazione». Gli strati successivi, aventi colore più o meno coprente, sono denominati: velatura, mezzocorpo, frottage, glacis...
E' determinante per la buona riuscita dell'opera, soprattutto quando non si ha padronanza dei colori a olio, applicare la regola del «grasso su magro»: gli strati devono contenere sempre più olio man mano che ci si avvicina all'ultimo strato.
La sovrapposizione può richiedere diverso tempo, dipendente dalla quantità di passaggi: non è consigliabile stendere un nuovo strato senza che prima quello inferiore sia asciutto.
Le tecniche di stesura sono tuttavia diverse, pertanto non esiste una regola vera e propria: anche io tendo più a lavorare «alla prima» o sovrapponendo strati non completamente asciutti.


Che olio utilizzare per diluire?

Estratto di semi di lino raffinato: olio di lino
È il diluente più usato dagli artisti per diluire i colori a olio.
Dal colore paglierino, limpido, di bassa acidità, avente un profumo molto gradevole. È ottenuto dalla spremitura di semi di Linum, una specie di linacee tre le più coltivate. È un olio a essiccazione rapida.
Dona brillantezza ai colori ma ingiallisce nel tempo, specie se conservato in luoghi bui.
L'olio di lino dilata la pennellata, permettendo pulizia e modellazione del dipinto.
Olio di lino crudo
Il miglior olio di lino per pittura è spremuto a freddo. È più costoso e lo si trova solo in negozi di belle arti.
Olio di lino polimerizzato (Stand-oil)
Dal colore paglierino, più viscoso dell'olio crudo, dal profumo di olio di lino cotto. È soggetto a ingiallimento e asciuga lentamente (circa un mese).
È raffinato: polimerizza per ossidazione parziale, attraverso un riscaldamento a circa 300°C in autoclavi con presenza di gas inerti. La polimerizzazione aumenta le capacità elastiche.
I colori diluiti con olio di lino polimerizzato diventano particolarmente untuosi, con toni pregni e brillanti.
È spesso usato con l'aggiunta di ragia (o, in alternativa, con medium essiccante) al fine di migliorarne la stesura e l'essiccazione.
Quest'olio è perfetto per la tecnica «glacis», cioè per una pittura molto elaborata, liscia e lucente. Per questa tecnica si usa stemperare un pò di colore con olio di lino polimerizzato e dipingendo con un pennello molto morbido (p.e. martora Kolinsky). Contrariamente alla tecnica delle velature, l'effetto glacis è ottenuto senza stratificazione, con tinte armoniosamente fose tra loro.
Estratto di semi di cartamo: olio di cartamo
Dal colore paglierino, limpido, di bassa acidità, ottenuto dalla spremitura di semi del Carthamus Tinctorius altrimenti detto Zafferanone. É un olio semi-essiccante, cioè a indurimento lento, che non ingiallisce nel tempo. É molto indicato per la diluizione del bianco e in generale dei colori chiari.
Gli artisti lo usano spesso come diluente, per ammorbidire e fluidificare il colore.
Quando usato in grande quantità, permette di sfruttare i «colori a olio come se fossero acquerelli», mantenendone la caratteristica brillantezza. In questo caso è bene usare colori con alta concentrazione di pigmento (coprenti), per mantenere la cromaticità dell'opera. Per questa tecnica si usa stemperare piccole quantità di colore in molto olio di cartamo. Si dipinge su carta adatta all'acquerello, a grana grossa, di cotone, che meglio si adatta alla fluidità. La carta deve essere preparata con imprimitura per colori a olio. É consigliabile un pennello di tipo tondo, molto morbido, dipingendo velocemente in quanto la carta assorbe presto il colore. Usando olio puro direttamente sul colore steso, usando il pennello, è possibile creare sfumature, velature e trasparenze caratteristiche della pittura con acquerelli.
Estratto di gheriglio di noci raffinato: olio di noce
Dal colore giallo chiaro, limpido, con profumo di noce. È ottenuto dalla spremitura dei gherigli di noce.
Ha una buona essiccazione, senza ingiallimento e aumenta la brillantezza dei colori a olio.
Può essere usato diluito con ragia minerale.
Estratto di semi di papavero raffinato: olio di papavero
Dal colore giallo dorato, inodore, molto puro, resistente alla luce, semi-essiccante e non ingiallente (adatto al bianco e ai colori chiari).
È ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi del Papaver Sumniferum.
Può essere usato diluito con ragia minerale
Olietto diluente (olio di lino crudo e ragia min.)
Dal colore paglierino, usato per diluire i colori a olio mantenendone le caratteristiche di brillantezza.
Permette un'applicazione molto scorrevole e mantiene il corpo dei colori. È composto principalmente da olio di lino, pertanto soggetto a un progressivo ingiallimento. Contiene ragia minerale, pertanto è infiammabile.
È un olio molto versatile per la tecnica delle «velature» (stratificazione di colori).
Per le velature si usa stemperare un pò di colore nell'olietto diluente per stenderlo con pennello morbido (meglio se un pennello a ventaglio e incrociando le pennellate per evitare il formarsi di strisce).
Per ogni velatura è necessario attendere l'essiccazione prima di procedere con le successive.
Abitualmente i colori chiari e lecenti sono velati per primi, seguiti dai colori scuri (anche se trasparenti). In questo modo è possibile ottenere mescolanze direttamente sulla tela: per esempio sovrapponendo un blu a un giallo si ottiene un azzurro verdastro. In tal caso il giallo è meno apprezzabile mentre il blu acquisisce luminosità.
La velatura, sebbene necessiti di esperienza, conferisce al dipinto maggiore profondità.
Medio essiccante (olio di lino, essenza di petrolio, ragia min. e essiccanti)
Dal colore ambrato, contenente sali organici di calcio, litio e cobalto per un'essiccazione omogenea degli strati di colore. Il medio (o medium) essiccante, quando aggiunto ai colori a olio, ne diminuisce la viscosità pur mantenendone la brillantezza. È composto principalmente da olio di lino pertanto soggetto a ingiallimento. Contiene ragia minerale, pertanto è infiammabile.
È un olio molto efficace per la tecnica della «pittura a stadi», cioè il compimento dell'opera in diverse applicazioni, stendendo il colore su altro colore semi-asciutto. Abitualmente si parte dalla bozza monocromatica del dipinto, per procedere con gli strati di colore attraverso il chiaroscuro.
Il medium essiccante permette tempi di asciugatura intermedi molto veloci, tuttavia questa caratteristica è spesso temuta dagli artisti in quanto può produrre irregolarità indesiderate: deformazioni superficiali dello strato d'olio, dovuti principalmente alla rapida asciugatura superficiale esposta all'aria e alla più lenta asciugatura dello strato coperto, con conseguente "risucchio"
Medio lento (olio di papavero e ragia minerale)
Dal colore paglierino, diminuisce la viscosità e il corpo dei colori, ritardandone l'essiccazione (l'olio di papavero ossida molto lentamente). Contiene ragia minerale, pertanto è infiammabile.
Particolarmente gradito agli artisti per la proprietà della lenta asciugatura, che mantiene il colore liquido e malleabile. Questa caratteristica permette anche di togliere dalla tela eventuali strati di colore, o di rimescolarlo, anche dopo giorni dalla posa. Ovviamente l'essiccazione finale è più lunga, con un'attesa di circa due mesi prima di poter coprire il dipinto con una vernice fissativa e di circa 6 mesi per poter incorniciare il dipinto.
Essenza di trementina (olio essenziale estratto da gemme di conifere)
Solvente vegetale estratto dalle gemme di pino marittimo e di altre conifere Pinus.
Con buon potere solvente, evapora lentamente, dal profumo forte (è un prodotto nocivo!). Inizialmente incolore, con il passare del tempo ingiallisce, specie se esposta alla luce (tieni il flacone chiuso e al buio). È usata per ottenere una miscela morbida, fluida e di facile applicazione dei colori a olio.
Questa caratteristica è alla base di effetti di sgocciolatura, bollatura e tramatura.
La sgocciolatura si ottiene passando una spugna o un pennello imbevuti di trementina sul colore a olio morbido: disponendo il dipinto in verticale, la trementica scivola trascinando il colore, creando effetti di trasparenza.
Analogamente, facendo cadere gocce sul dipinto disposto orizzontalmente, si creano bolle di trasparenza. Il colore limitrofo sciogliendosi si dispone lungo perimetro della goccia.
Tamponando il dipinto con uno straccio di cotone, sempre imbevuto di trementina, è possibile ottenere o aggiungere altri effetti di trasparenza.
Considerata l'elevata opacizzazione dovuta all'uso della trementina, è sempre necessario, dopo l'essicazione, terminare l'opera con la vernice brillante, per restituire brillantezza sia ai colori sia alle trasparenze.
Diluente inodore (distillato di petrolio raffinato esente da aromatici)
Inodore e incolore, privo di sostanze aromatiche dall'odore sgradevole. È adatto per l'uso in ambienti chiusi e per agli artisti intolleranti agli altri solventi. Ha un potere solvente limitato e evapora lentamente.
È usato intingendo il pennello nel diluente e impastandolo col colore sulla tavolozza. Più solvente è usato e più la miscela risulterà essere fluida. Ha un'azione opacizzante e restringente, pertanto un eccessivo utilizzo può cuasare risucchi o opacizzazioni del dipinto. Può essere sostituito, per un uso particolarmente diluito, dall'olietto diluente.

Alcuni consigli:

• sono necessari pochi colori per ottenere l'intera tavolozza di colori miscelandoli. Sono indispensabili i colori primari: ciano (blu), magenta e giallo. Procurati anche nero e bianco (quest'ultimo nella versione bianco di zinco e bianco di titanio). Altri colori spesso usati sono quelli detti secondari: arancione, verde e violetto. A seconda dei soggetti da eseguire, particolari tonalità, che potrebbero essere di difficile raggiungimento tramite mescolanza, sono disponibili in commercio in tubetti di piccola dimensione;
• i colori in commercio sono contrassegnati in base al loro potenziale coprente: se intendi usare i colori diluendoli, tieni presente che colori poco coprenti sono più difficili da utilizzare. Colori poco coprenti saranno tuttavia più versatili per l'ottenimento di tonalità intermedie. Molto dipende dalle tecniche di stesura utilizzate e dai soggetti rappresentati;
• una volta terminata l'opera, questa non deve mostrare trasparenza se guardata verso luce. Per questa ragione è consigliabile preparare la tela con una mano di colore base (meglio se a base di resina acrilica). Molti artisti si lasciano "spaventare" dalle tele bianche, pertanto può essere consigliabile stendere una mano di preparazione di colore neutro, come un beige o altri colori (potrebbe rivelarsi utile una preparazione di colore nero...);
pulire sempre i pennelli al termine dei lavori. Vi sono in commercio particolari saponette realizzate con gli stessi materiali che sono usati per sciogliere e amalgamare i colori a olio: sono particolarmente adatte alla pulizia e al mantenimento del pennello;
• i pennelli devono essere riposti senza che la punta possa toccare superfici che li possano incurvare;
• i pennelli NON devono mai essere chiusi, in quanto necessitano di aria per poter durare integri nel tempo;
• le tele dipinte a olio una volta ultimate necessitano, al naturale, di circa 6 mesi per una completa asciugatura, prima di questo periodo non dovrebbero essere incorniciate. Per accelerare il processo naturale di asciugatura puoi usare prodotti essiccanti (tra cui l'utilizzo di un olio con veloce essiccazione);
• i dipinti a olio non dovrebbero essere incorniciati con coperture in vetro. I colori a olio sono lavabili, soprattutto se è stata applicata la vernice protettiva. Un eventuale vetro rovinerebbe la scena e le luci dell'opera;
• fai attenzione, gli abiti sporchi di colore a olio difficilmente potranno tornare come nuovi. Allo stesso modo è sconsigliabile dipingere ponendosi su un pavimento in legno;
• diversamente da quanto si possa credere, è più facile dipingere su superfici ampie. Tuttavia per cominciare è consigliabile un taglio medio, tipo 50x70cm o 40x50cm. Lavorare su superfici piccole richiede piena padronanza della mescolanza dei colori a olio, «tratto sicuro» e strumenti adeguati;
• ricorda che gli olii tendono a ingiallire più precocemente se posti in ombra, pertanto il metodo migliore per far essiccare un dipinto è quello di esporlo alla luce solare.

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